“Next Generation Europe” – Regaining new European and democratic momentum

“Cres Summer School 2024” by Bleona Shkullaku, EURACTIV Italia, 30 October 2024

Nell’isola di Cres (Croazia) durante l’ultima settimana di settembre, si è svolta la “Cres Summer School”, focalizzata principalmente sul futuro dell’Europa, tra cui gli allargamenti e la strategia della politica estera dell’UE. L’obiettivo principale è stato quello di dare voce alle nuove generazioni di giovani esperti, studiosi, attivisti e cittadini europei accomunati dall’interesse per una nuova Europa e una nuova unità europea (https://summerschool.oegfe.at/).

La Summer School ha coinvolto 18 giovani ricercatori e attivisti provenienti da diversi paesi europei ed ha fornito loro conoscenze, esperienze e competenze rilevanti per una maggiore comprensione dell’europeizzazione e degli sviluppi democratici, tramite lezioni frontali, workshop e discussioni. Alla Cres Summer School hanno partecipato inoltre esperti e ricercatori di diverse istituzioni, tra cui l’Università di Fiume, il Reale Istituto Elcano di Madrid, la Società austriaca per la politica europea (ÖGfE) di Vienna, l’Istituto austriaco per gli affari internazionali (oiip), l’Istituto per lo sviluppo e le relazioni internazionali (IRMO) di Zagabria, il Centro studi avanzati sull’Europa sudorientale (CAS SEE) dell’Università di Fiume, la trans European policy studies association (TEPSA) di Bruxelles, il Centro per gli studi europei di Sciences Po ed ambasciatori.

Ci troviamo in un nuovo ciclo politico europeo, a seguito delle elezioni del Parlamento europeo e dell’attuale realtà geopolitica. Di particolare interesse è sicuramente la strategia che l’UE adotterà in merito agli allargamenti, alla luce della guerra in Ucraina, la quale sta cambiando il contesto di allargamento dell’UE. Tra i paesi candidati dell’UE vi sono Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. Oltre ai Balcani Occidentali, ulteriori paesi compongono la lista dei candidati all’UE tra cui Georgia, Moldavia, Turchia ed Ucraina ed infine il Kosovo come potenziale candidato.

Tuttavia, oggi, la strategia di allargamento e di vicinato dell’UE richiede un profondo riassetto e nuove risposte politiche. Dalle discussioni è emerso che una delle questioni più rilevanti per i partecipanti alla Summer School è l’implementazione dei valori e dei principi dell’UE: democrazia, rispetto dei diritti umani, stato di diritto e uguaglianza. L’attuale situazione di crescente frammentazione geopolitica e competizione sta ponendo la sicurezza e la difesa al centro del discorso politico europeo. Ma lo stesso vale per la difesa dei valori dell’UE. Sono in gioco le nostre democrazie e il progetto comune dell’UE è in discussione.

Tutto ciò, insieme alle problematiche legate alla giustizia sociale e ambientale, alle disparità di opportunità disponibili tra i paesi e all’interno dei paesi stessi e alla sensazione che i negoziati di allargamento dell’UE con molti paesi candidati siano bloccati, sta generando malcontento e
disimpegno tra i giovani sia all’interno dei paesi dell’UE che nei paesi candidati, ma anche oltre i confini europei.

Questi punti critici hanno stimolato la definizione di possibili soluzioni e le azioni che possono essere messe in atto per dare vita ad una nuova Europa. Vi è l’urgente bisogno di un’UE che agisca in modo proattivo e rispecchi le diverse esigenze dei suoi membri. Un’Unione europea in grado di riconoscere e distribuire le risorse nella misura in cui gli Stati membri ne hanno bisogno, proteggendo al tempo stesso le imprese e le industrie locali. Tra gli altri fattori, è compresa la piena integrazione dei Balcani occidentali nel Green Deal, trasformando la questione climatica da ostacolo, ad un vero e proprio percorso verso l’integrazione. Allo stesso tempo, i paesi stessi dovrebbero essere responsabili di garantire un processo di trasformazione completo, al di là delle formalità burocratiche. Infine, l’UE dovrebbe porre maggiore enfasi sulla coesione politica: l’UE combatterebbe attivamente il populismo e il nazionalismo nei suoi paesi membri e candidati, finanziando l’istruzione per i cittadini e comunicando meglio i suoi valori, non solo passivamente, ma anche con le sue azioni.

Un grande problema che è stato evidenziato è il fatto che molte delle persone che vivono in paesi membri non si sentano coinvolte dall’Unione europea e non siano a conoscenza di come le sue regole e leggi influenzino le loro vite. È qui che entra in gioco l’importanza di trasmettere conoscenza e consapevolezza, sia all’interno degli stati membri, ma anche in quelli candidati. Una comunicazione più efficace delle informazioni e dei processi di partecipazione creerebbe una rete di cittadini informati ed un sostegno più ampio per l’allargamento dell’UE.

Le idee proposte da questa vibrante rete di giovani studiosi hanno lo scopo di contribuire alla ripresa un nuovo slancio europeo e democratico per creare un’UE più forte e pronta ad affrontare le sfide future.

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